Crescita Personale

In alcuni casi la persona che si rivolge a me sta vivendo un momento di disagio a livello personale, relazionale, familiare, evolutivo o lavorativo. Questo disagio si manifesta sempre più spesso con sintomi multiformi che coinvolgono oltre che gli aspetti emozionali e comportamentali della persona anche la sua componente corporea e fisica. E a volte è invadente al punto tale che la persona si immedesima in esso credendo di essere quel disagio.

La realtà è che una costante della nostra vita è il cambiamento. Le situazioni, le condizioni e il mondo stesso cambiano continuamente e sempre più velocemente. Chiunque deve quindi sviluppare elasticità sufficiente per adattarsi e sopravvivere sia emotivamente che operativamente a queste situazioni.

Ma dirlo non è come farlo perché chiunque di noi ha dentro di sé alcune aree di rigidità che devono essere ammorbidite per sviluppare maggiore serenità e un più alto livello di benessere. Se andiamo nel deserto con un Rolex a carica meccanica e movimenti di alta precisione al primo granello di sabbia si fermerà, cosa che non succederà ad uno swatch. Insomma mai come ora il detto mi piego ma non mi spezzo è utile e funzionale.

Passi importanti verso la crescita

Flessibilità, elasticità, pensieri fluidi sono veri e propri strumenti terapeutici che abbassano l’ansia, aumentano la resilienza, sviluppano autostima. Un bel gioco di parole può essere pensare al peggio per vivere al meglio imparando ad adattarsi alle novità sia quando sono positive che negative.

Per farlo è necessario uscire dalla routine, sviluppando abitudini e stili di pensiero positivi in alternativa a quelli tossici. L’estrema medicalizzazione della psicologia sta diventando il suo limite. Situazioni di disagio anche significative possono spesso essere affrontate con strumenti e proposte semplici ma non per questo meno efficaci. Al punto tale che le persone si stupiscono proprio della facilità con cui si sono raggiunti certi risultati.

Esistono poi persone che arrivano perché sentono una inquietudine interiore, non ben definita nè chiara ma che li spinge a curiosare un pò dentro sé stessi.

Possiamo chiamarlo effetto ricerca che a volte è sufficiente per compiere un primo passo in una direzione di novità ed innescare una sorta di effetto domino di vitalità e appagamento. A volte sufficiente per cambiare completamente l’approccio alla vita.

E infine ci sono persone che hanno solo bisogno di avere un mentore, un allenatore che gli suggerisca e gli mostri strategie. Non solo la strada ma anche il modo per percorrerla. Quello che fa la differenza fra la percezione di successo o la percezione di fallimento non è ciò che facciamo ma come lo pensiamo. Qualunque idea, visionaria o meno che sia, si può sviluppare solo su un terreno mentale libero, entusiasta, felice.

Il potenziale dentro di te

Quasi a tutti noi è stato insegnato che se ci si impegna, se si lavora sodo otterremo il successo e solo allora saremo felici. L’unico problema è che la formula è errata se no chiunque abbia raggiunto anche il più piccolo successo sarebbe felice. L’osservazione della realtà ci dice che tutt’al più sarà contento, ma non necessariamente felice. Perché la formula non è solo sbagliata ma anche al rovescio. Non è il successo che rende felici ma la felicità la base per il successo. Uscire dalle sabbie mobili dell’inattivismo, del pessimismo e dalla inconcludenza del pensiero è l’obiettivo di un intervento che non solo cura ma che si prende cura di ogni pensiero, aspirazione, ambizione di ogni individuo. Ognuno di noi ha in sé le potenzialità per essere e fare il meglio ma quello che ci hanno detto è così fortemente condizionante che tendiamo a dimenticarcene.

Accettare che tutto questo è possibile è una non violenta, stupefacente e avvincente rivoluzione interiore per fare della propria vita qualcosa di innovativo, positivo, contagioso.

Per questo a me si rivolgono persone di ogni tipo, estrazione e cultura. Ho attori, operai, atleti, imprenditori, impiegati, insegnanti, dirigenti e liberi professionisti.

Non importa ciò che si fa ma ciò che si è.

Ognuno si presenta con il suo vissuto, il suo bagaglio diventato credenza che il tempo gli ha cucito addosso così bene da sembrare la verità.
Spesso in pochi incontri tutto appare per quello che è. Una menzogna. Ed è allora che nella nebbia si fa strada la verità: si può tradire tutto e tutti.

Ma non si può tradire sé stessi e quello che si è.